giovedì 27 maggio 2010

Freak'n'Chic

Due parole veloci sulla scappata bolognese:
Bologna carinissima ma in fondo è un po' un'immensa S.Lorenzo (chi è di Roma sa a cosa mi riferisco). Fortunatamente abbiamo beccato una giornata fantastica: cielo azzurro e sole con una temperatura calda ma non eccessivamente.

Aperitivino con spritz alquanto soddisfacente (certo magari la piadina romagnola senza strutto ci avrebbe reso ancora più felici, ma le patatine fortunatamente non mancano mai). E via verso l'Estragon. Ragazzi quant'era che non stavo ad una serata così fricchettona....Saltellando per tutto il concerto a ritmi balcaniesteuropeipunk ho passato una serata divertente come poche me ne sono capitate negli ultimi tempi.

Eppoi come sempre il duo SmartAlex-MadSasa non smentisce mai: ottima sintonia e nessuno sklero. La settimana non poteva cominciare meglio.

Le poche foto fatte è perché sono stata molto più impegnata a saltellare da una parte all'altra (perdendo tra l'altro qualche chiletto di troppo che ultimamente mi preoccupava e un bel po' di liquidi). Quindi vi beccate solo le due decenti.

Tornare a piedi alla stazione con dei ragazzi (sicuramente studenti) ubriachi presi benissimo che ti mettono su un'intera colonna sonora per allietare la camminata post concerto con tema centrale le canzoni di TUTTI i film Disney da Biancaneve (1937) a Toy Story 3 (2010) non ha prezzo. Too freak, too chic


domenica 23 maggio 2010

Domenica è sempre Domenica

Giungiamo dunque alla fine di questa settimana infinita.
Andiamo per ordine.

I miei fantastici 4 giorni di riposo sono magicamente diventati 2 (domenica e lunedì), per la gioia del mio portafogli, ma con grande rammarico del Sonno: io e lui abbiamo da anni questa relazione molto complicata, e questo giro me la fatta pagare cara.

L'ultima volta che ho scritto era martedì, la cui serata mi preoccupava alquanto e che si è rivelata più allucinante e assurda di quando mi sarei mai potuta aspettare. Di ritorni dal passato io ormai sono un'esperta, ma nell'essere più chiara di un NO secco e deciso ho capito di avere gravi carenze. Ma rimedierò. Sempre la stessa sera, nei miei grandi dubbi sulla mia arte oratoria, mi è toccato salvare un grande amico in difficoltà causa un incontro ravvicinato con del fantastico Tanqueray Tonic, sicuramente tra i gin tonic migliori che puoi bere, ma tre di seguito in bicchieri da 0.5 lt fidatevi lasciano il segno. D'altra parte, capisco pure quanto sia difficile resistere alla tentazione:


Risultato della notte è stato non dormire fino alle 5 di mattina (e io che volevo essere a casa per mezzanotte!): io me lo sono sempre detta che devo smettere di voler bene alle persone, ma ancora non ho imparato a non farlo.

Mercoledì lavoro, giovedì visita del mio Roscio preferito che non vedevo da almeno un mese e quindi chiacchierata-aggiornamento fino alle 5 di mattina. Con il piccolo dettaglio che la mattina di venerdì la mia sveglia ha suonato alle 7.00 per la lezione di matematica del secondo anno. Di nuovo lavoro venerdì sera con tanto di serata annessa essendo l'ultima del Subbacultha al Rocket Queen e in più l'unico modo per stare un po' con le mie amiche, altrimenti questa settimana avrei snobbato anche loro, e questo non va bene per niente. Ieri sera finale di Champion quindi immaginatevi il locale con la gente attaccata pure al soffitto pur di vedere la partita. Che poi a me del calcio, sinceramente, me ne frega cazz. Birretta all'OnTheRox e casa fermando Cristiano che me ne avrebbe servite altre dieci. Già la seconda è stata veramente troppo impegnativa. E il Sonno veramente me la stava facendo pagare.

Il risultato quindi della settimana è stato questo: mi sono comprata le scarpe col tacco. E che tacco. E non un paio. Bensì due. E la cosa più bella è che mi piacciono da morire e ho una voglia matta di metterle. D'altra parte sono fantastiche:











Sono fantastiche, non c'è che dire.

Domani Gogol Bordello a Bologna. E riapriamo alla grande una nuova settimana.



martedì 18 maggio 2010

Meno male che ho 4 giorni liberi....

La situazione è più o meno sempre la stessa, quanto meno nella mia testa. Stasera la vedo dura e per questo pur di non pensare mi sono finalmente messa a pulire la stanza (che ne aveva decisamente un gran bisogno).

Finalmente ho avuto quattro giorni di riposo di fila, cosa che non succedeva da un bel po' di tempo, ma tutti i miei piani di andare a correre con il cane sono tranquillamente stati accantonati causa maltempo, e oggi che finalmente splende il sole mia sorella se lo è portato via in campagna insieme al ragazzo. La mia solita fortuna.

In 2 settimane sono riuscita a mancare ben due tatuaggi, il che mi ha reso tanto nervosa la prima volta, che per consolarmi ho speso una fortuna in un orecchino ed un anello:


Domenica, primo giorno di riposo dopo un estenuante weekend ovviamente ero presente al Tattoo Circus all'Ateneo, volendo rimediare alla mancanza della convention precedente. Purtroppo il tattoo artist a cui volevamo affidare i nostri fantastici 3 piedini era pieno fino a notte fonda. Fa nulla, ci siamo solo arrivate fino ad Acilia (con tanto di gita panoramica per Trigoria perché abbiamo sbagliato uscita). Ok cerchiamo di farcela prendere bene e aspettiamo il concerto serale. E poi dico io guarda che facce:
L'unica foto carina di noi tre è ovviamente venuta mossa. Mitiche.
Il premio cmq va a Marta per incarnare esattamente lo spirito della festa:

20 anni biologici che rinchiudono l'anima di un'ottantenne. Non era manco mezzanotte. Non poteva non essere una mia amica.
Per consolarmi della tristezza di domenica, ho dunque ceduto alla mia ammorraa e l'ho accompagnata a Porta di Roma, con il risultato di aver comprato dei nuovi pantaloni e un toppino leopardato da palestra. Finalmente ieri sera casa e casetta e ancora finalmente mi sono riuscita a vedere ben 2 film.
Sono recentemente ricaduta nel tunnel dei fumetti/cartoni animati (io ve l'ho sempre detto che Nerd ci sono nata!!!) e la realtà è che non capisco come ho fatto ad allontanarmene per così tanto tempo. Da cosa nasce cosa, quindi è nata lei e il suo micio che sono veramente veramente carini:
Stasera stasera stasera. E non sono nervosa perché mi batte il cuore, nessuno si faccia strane idee. Ma se uccido qualcuno, fidatevi ho le mie buone ragioni.
Ritorno alle pulizie, tanto credo che domani avoja a scrive.

venerdì 14 maggio 2010

Delirio delle 4.04 di mattina. Qualcuno mi leghi a un palo corpo mente e anima.

E' già, anche perché solo il pensiero di postare un intervento a quest'ora della notte è di per sè una cosa folle. Ma un'insonnia cronica unita a una serie di piccole delusioni fanno miracoli per la mia pazzia.

Io continuo da sempre ad avere lo stesso problema: non riesco a stare ferma. Questo sia fisicamente che mentalmente, sono talmente tanto fatta così che ho deciso di farne uno stile di vita. Se non sono fisicamente in viaggio da qualche parte, mi sto facendo un viaggio mentale che penso sotto lsd potrebbe tranquillamente diventare la mia realtà quotidiana. A volte possono addirittura capitarmi entrambi i viaggi contemporaneamente e lì lasciamo stare dove arrivo. O meglio dove finalmente decido (per stanchezza) di fermarmi, perché potrei tranquillamente andare ancora oltre.
Il mio spostamento continuo fa di me una persona tanto figa quanto la peggiore con cui si possa avere una relazione. E in fondo su questo mi ci ero anche messa l'animo in pace. Purtroppo, pace o no, questo non mi preserva cmq da restare delusa di certe situazioni, per quanto ci sia abituata. Perché la cosa più brutta che ti può succedere in un qualunque rapporto interpersonale è quando quel tipo di rapporto (che a te sta più che bene e ti piace da matti) improvvisamente cambia o finisce per una ragione proveniente dall'altra parte ma in fondo è tutta colpa tua. Perché sei fatta come sono fatta io.

lunedì 10 maggio 2010

Vaya Suramerica!

QUANDO PENSI CHE LA VITA NON TI STA DANDO NIENTE E POI TI ARRIVA CON UN PREMIO.





E' sì, perché proprio non ci speravo.
E invece. 6 mesi. 6 mesi tra Lima e Cusco (e si spera numerosi viaggi annessi). Si ritorna in Sudamerica e quasi avevo le lacrime agli occhi quando ho visto di essere tra l'altro la prima in graduatoria.

Questo, chi mi conosce lo sa, non è per niente un buon periodo e la mia autostima è decisamente calata e in più faccio molta fatica a ricordarmi quali sono i veri obiettivi della mia vita. E' facile stare così quando situazioni varie ti complicano molto il cammino e, se sei una persona come me, hai puntato tutto su una sola cosa (il che vuol dire che se quella si rivela un buco nell'acqua resti praticamente senza niente e nessun appiglio).
Avendo poi preparato il tutto di corsa non ci speravo proprio.
E invece. Il mio progetto vale qualcosa, e a sto punto, anche il mio curriculum, perché ripeto, sono la prima in graduatoria, e in genere di queste cose non me ne importa nulla, ma quando stai come me in questo periodo sentirti valutata bene e essere la prima in qualcosa ti aiuta decisamente a non infliggerti fustigate psicologiche perchè ti senti come se non riuscissi a combinare niente di buono nella vita.

L'università è stato ciò che mi ha fatto penare di più in termini di fatica. Fatica nel non mollarla, fatica nel portarla avanti, fatica per farlo bene, fatica per non impazzire. Ho perso ore di sonno a volontà, e anche svariati chili, ma quest'ultima cosa diciamo è positiva (sempre chi mi conosce sa quanto io non vada d'accordo con l'obesità). Mettendoci come ulteriore variabile il fatto che a me non piace fare cose standard e quindi mi infogno sempre in progetti di ricerca complicati che non so dove portano ( e forse non portano da nessuna parte, ma questo è un dato accettato a priori nel momento in cui fai ricerca), bè sapere che finalmente la stessa struttura universitaria ha deciso di puntare qualcosa su di me non può che farmi piacere. E far crescere ovviamente la mia autostima. Almeno un po'.

Ordunque si ritorna in Sudamerica.

Si preparano quindi i prossimi mesi di duro lavoro nel preparare il progetto e mettersi da parte un bel po' di soldi per non ritrovarsi senza un centesimo al ritorno. Ancora fatica, ma stavolta con un bel sorriso stampato sul volto.




Tra pochi mesi tornerò a perdermi su una combi dall'autista folle e potrò di nuovo sedermi a sognare di fronte al Pacifico. E di nuovo avvicinarmi a toccare il cielo per i sentieri andini.

Cuando haya de morir, quiero hacerlo aqui, cerca del cielo






martedì 4 maggio 2010

Tapioca pudding


E' si perché sono molto molto molto nervosa questo periodo e una delle cose che mi fa rilassare di più al mondo è cucinare.
Quindi a voi qui il risultato di come ho passato la mattinata.
Ed è venuto una bontà!

Di ricette online se ne trovano in enorme quantità, per chiunque volesse cimentarsi, io ho usato questa:

Per circa 6 coppette:

120 gr di tapioca
500 ml d'acqua
150 gr di zucchero
250 ml di latte di cocco
un pizzico di sale
2 mele rosse


Mettere a bagno la tapioca e lasciare ammollo per almeno un'ora.
Versare l'acqua in un pentolino e portarla a ebollizione. Aggiungere la tapioca (dopo averla scolata), lo zucchero, il latte di cocco e la punta di sale. Far cuocere a fuoco lento mescolando bene fino a che la tapioca non diventi trasparente. Lasciar riposare la miscela lasciandola raffreddare un po'.

Lavare accuratamente le mele, tagliarne 1/4 e metterlo da parte per la decorazione.
Sbucciare e tagliare i 3/4 rimanenti a cubetti e porli sul fondo delle coppette. Aggiungere la miscela di tapioca ancora tiepida.
Sbucciare la seconda mela e tagliarla a spicchi fini. Porre tre spicchi sopra ogni coppetta. Spargere un poco di zucchero a velo sopra gli spicchi di mele.
Sul quarto di mela messo da parte fare 2 piccole incisioni (come se dovesse ricavarne degli spicchi) verso l'interno. Ripetere all'interno della prima incisione. Con il dito spingete leggermente i due spicchi interni ricavati verso l'esterno. Trapassare con uno stuzzicadenti, e usare il piccolo spiedino di mela per decorare la coppetta.

mmmmm, è delizioso. buono buono buono!!!!!!!!!!!

lunedì 3 maggio 2010

A volte fa bene uscire

Eh si, perché quando lavori praticamente tutti i weekends dal mercoledì alla domenica e nei giorni di lunedì e martedì devi concentrare tutte quelle attività da svolgersi con la luce solare, bè, non hai una vita. Inoltre nelle sere di lunedì e martedì solitamente tende a non esserci praticamente nessun tipo di evento, quindi se proprio si esce è la classica serata "famose 'na birretta"e a casa a nanna presto. Poi un giorno quasi per caso scopri di essere libera una domenica e che proprio quella domenica suonano The Exploited a Roma. E magari molti di voi non sanno neanche chi sono, ma per me e molti altri hanno fatto storia, e dopo esserli persi a Milano, a Napoli e chi-si-ricorda-più-dove-altro-hanno-suonato, sto giro ti fai forza e dici "ce vado anche se nn me pija de uscì". E hai fatto la scelta giusta:
arrivo e ritrovo di talmente tante persone che per un motivo o per un altro non vedevo da manco-io-so-quanto e che rivederle è sempre una gioia, soprattutto quando te la fanno pijà troppo bene,
dopodiché concertone pauroso con canzoni all'insegna della beata gioventù ormai passata (chiarimento: non per i testi, ma per l'età che avevamo quando ci stavamo in fissa).

Probabilmente se tornassi a quel periodo in cui mi facevo concerti in continuazione mi alienerei completamente e la maggiorparte del tempo lo passerei annoiata da qualche parte e penserei che quella stessa gente che vedo sempre a questo tipo di eventi dell'underground romano ha poco a che spartire con me. Ma adesso che erano veramente mesi e mesi che non mi facevo una serata, e non una serata post lavoro in cui a malapena ti reggi in piedi, ma una serata in cui ti metti d'accordo con una tua amica, ti prepari ed esci, arrivare e salutare persone in un orario decente senza le gambe che ti tremano per la stanchezza e gli occhi lucidi per il sonno, bé, mi mancava proprio e sono stata una favola.

E in più il concerto è veramente stato da paura.

Bella

domenica 2 maggio 2010

Roma

Eh si, perché non ho mai scritto niente sulla mia città, che odio e amo allo stesso tempo con tutto il cuore, e che due paroline se le merita tutte.
Roma è una città strana, decisamente imparagonabile alle altre capitali europee. Premettendo il fatto che per me una città è una raccolta di piccole realtà interagenti tra loro le cui relazioni generano una realtà più ampia dotata di innumerevoli varianti in continua trasfomazione, è ovvio dire che paragonare 2 città è quasi un paradosso, poiché nessuna è uguale ad un'altra. Roma, mi si potrebbe inoltre dire, è Roma. Per la sua storia e i suoi monumenti eccetera. E anche questo è vero. Ma quando dico che è imparagonabile alle altre capitali europee non mi riferisco alla capicità di ogni area urbana di essere unica in se stessa: io voglio dire che Roma di per sé non è proprio in grado di reggere il confronto nè con Parigi, tantomeno con Londra, figuriamoci con Berlino. E non arriva neanche ai livelli di Copenaghen, Madrid o Amsterdam. Roma manca di efficienza tanto quanto manca di modernità. Anche qui sembra un paradosso che una persona come me, che si occupa di architettura naturale, dichiari apertamente che Roma pecca proprio per l'assenza di quell'architettura autoreferenziale molto in voga questo periodo che io in fondo contesto sotto molti punti di vista. Però il Colosseo, per quanto bello e imponente, sono cmq convinta abbia fatto il suo tempo.
Il traffico e l'inquinamento ambientale e acustico sono decisamente peggiori qui che in altre città, magari anche più grandi. Muoversi per Roma è sempre un'impresa:
Opzione 1: Macchina
Ore di code, impossibilità di parcheggio, problema ztl.
Opzione 2: Moto
In molti casi eviti le lunghe code, in altri no, ma i livelli di stress da traffico dovuti alla costante attenzione che qualche matto non di mandi al creatore sono così alti che una gastrite è quasi assicurata. Insieme ad una qualche articolazione malandata che non tornerà più totalmente apposto. Più o meno zero problema parcheggio e ztl, ma se lo lasci nel posto sbagliato, potresti non ritrovarlo al tuo ritorno.
Opzione 3: Mezzi pubblici
Solo 2 linee della metro, ma di solito abbastanza funzionanti. Nelle ore di punta puoi sperimentare la sensazione del sottovuoto, il che forse ha anche un suo perché. Dalle molte zone non servite dalla metro, autobus: di nuovo code. Lunghe code. Anche qui nelle ore di punta sensazione sottovuoto incalzante. Il sistema delle ferrovie metropolitane, quando non accumula ritardi, secondo me è tra i migliori: i treni sono comodi e raramente esageratamente affollati. Se non fosse per i continui ritardi e cancellazioni.

Però però però. Roma è bella. Sarà perché è la mia città, sarà perché ci sono nata, sarà perché sono cresciuta e tuttora vivo praticamente accanto al centro storico, ma Roma è in grado di offrire una gamma di emozioni che attualmente non ho mai trovato in nessun'altra città. In alcuni punti non sembra una metropoli, quanto più un piccolo paesino di provincia.


Rione Monti

Inoltre nelle giornate di sole, soprattutto in questo periodo dell'anno, gli scenari e i colori di questa città per me sono bellissimi, quanto meno mi mettono di buonumore. Direi proprio che la situazione climatica di Roma è alquanto invidiabile, e questo lo può confermare qualsiasi straniero che ci sia capitato. E' difficile spiegare a parole i lati belli di questa città, perché la sua bellezza, oltre nella suggestività della sua architettura e pianificazione antica e medievale, è basata, anche per le zone più moderne, su una serie di esperienze sensoriali molteplici che te la fanno entrare nel cuore. E questo è capace di farlo solo Roma, almeno per quanto mi riguarda. Mi piace la mia città. Mein Heimat, si direbbe in tedesco, e non è traducibile in italiano. E, malgrado tutto, questa cosa mi rende proprio contenta.

Tevere: Veduta del Gazometro, Ponte Testaccio


Cambiamenti e aria nuova

E' già da un po' che ci pensavo, e finalmente mi sono decisa a prendere questo blog e di dargli un taglio un po' diverso rispetto a com'è stato fino adesso.
Le ragioni sono un po' varie, ma principalmente si possono riassumere nelle 2 seguenti:

1) Ho proprio voglia di riavere un blog un po' più vario
2) Così com'è adesso, questo blog non è sfruttato abbastanza.

All'inizio ero un po' titubante, perché avevo aperto questo blog per dedicarlo interamente ai miei disegni, e mi dispiaceva molto l'idea di passare a un blog che sia un po' più pluritematico. Ero abbastanza convinta di volerlo tenere così, e aprirne un altro per scriverci sopra anche cose che non riguardassero la mia vita artistica, tanto convinta che avevo addirittura aperto un account su livejournal. Poi però mi sono resa conto che la mia vita artistica in realtà si compone di tutta la mia vita e che limitarla ai semplici disegni che ogni tanto tiro fuori era in qualche modo troppo riduttivo. Inoltre nella mia vita nerd in realtà seguo talmente tanti siti web, social network e blog (sono iscritta quasi in ogni community più o meno famosa, ognuna delle quali con il suo tema e il suo scopo) che avere un ulteriore blog mi sembrava decisamente troppo nonché inutile, visto che, come ho già detto sopra, in fondo questo era già molto abbandonato a se stesso. Scriverò principalmente in italiano, ma quando necessario userò almeno la doppietta italiano-inglese.

Non smetterò di postare i miei deliri di carta e non qua sopra, ma ho semplicemente deciso di sfruttare questo blog anche per condividere anche altre sfaccetatture della mia più che varia vita.
Probabilmente molti degli interventi che pubblicherò non interesseranno a nessuno, altri magari a qualcuno potranno stuzzicarne la curiosità, altri ancora si faranno semplicemente gli affari miei. Ma questo fa parte del gioco in un diario online.

Aperte le danze, cominciamo a ballare.