giovedì 24 giugno 2010

Pause dovute

Ok ok oggi non ho pensato alla mia tesi neanche un secondo ma d'altra parte me lo merito pure io un giorno di frivolezze da dedicare a me stessa.

Mentre tutta Italia è bloccata a guardare il fottuto mondiale di calcio (aka Come i Paesi Industrializzati prendono per il CULO il Sud del Mondo) io mio godo un fantastico sole estivo dal balcone di casa con il gatto che mi fa le fusa e il cane geloso che mi riempe di baci le gambe appena depilate.

Ieri ho risentito dopo tanto una persona che più passano gli anni più mi manca, e più la sento più mi sembra di aver commesso un grave errore nel mollarla anni fa.

Tesi a parte, sono dipendente dalla french manicure in questo periodo: sarà che lavoro sempre, sia al pub che con Ak0, con soli uomini che ormai non mi considerano neanche una donna, quindi la mia femminilità repressa praticamente 24 ore su 24 sta uscendo man mano fuori tutta. Sarà forse che visto che è un bel periodo, per usare un francesismo, del katzo mi devo consolare volendomi almeno fisicamente più bene di quanto me ne sia mai voluto, almeno per cercare di non aggiungere paranoie sul mio aspetto alla mia Mente già abbastanza sotto stress.

E sempre perché oggi sono in vena di francesismi, katzo quanto mi manchi.

martedì 22 giugno 2010

Vita sociale di una 26enne romana= 0

Vivendo tra il mio fantastico pub, la mia tesi di laurea e il lavoro per Ak0 praticamente non ho nessun tipo di vita sociale se non con qualche cliente inopportuno convinto che fare i complimenti alla cameriera sia un'ottima strategia per farsi offrire qualcosa (non per forza da bere).

Attualmente la mia ossessione è questa:

sono alla disperata ricerca di quale sia esattamente la mia tesi. Ho il sito, ben due progetti da scegliere, uno mi aiuta a fare un determinato tipo di ricerca, uno un'altro tipo altrettanto interessante. In realtà non è che un'ambito escluda l'altro, però avendo approcci differenti hanno rispettivamente obiettivi differenti. Più mi ci arrovello e li sviluppo più faccio fatica a decidere. Ma per entrambi sono tornata alla vita che quasi mi mancava: ore e ore davanti al pc switchando tra inDesign, Autocad e Photoshop. Ah, la vita dell'architetto.

Ovviamente il tempo da dedicargli dovrebbe essere nettamente superiore, ma come al solito io lavoro la notte (NB: per chiunque ancora nn lo sapesse faccio la cameriera in un pub, non l'escort, causa la mia morale. Se avessi fatto la squillo di lusso a quest'ora avrei risolto tutti i miei problemi economici), quindi la mattina alzarsi è abbastanza pesante, e se mi alzo presto per troppi giorni consecutivi il risultato è che sto rimbecillita come poche e non capisco nulla di quello che faccio.
A riempirmi ancora di più le giornate c'è inoltre la mia passione Ak0, alla quale causa vorrei dare anche la mia anima, però se lo facessi non potrei più andare neanche a fare la spesa per quel poco che mangio.
Tra una lamentela e l'altra c'è però da dire che mi sento un po' più serena delle settimane passate, sarà perché su certe questioni mi ci sono messa l'animo in pace, sarà perché ho, come scritto sopra, le giornate talmente piene di cose da fare che di tempo da dedicare a inutili seghe mentali non ce l'ho. Vorrei avere più tempo da dedicare alle mie amiche, quello sì, ma più che trovare quella seratina in settimana per chiacchierate-aggiornamento non posso e loro fortunatamente mi vogliono un gran bene lo stesso e non me lo fanno pesare.
L'altra ossessione di questo periodo sono i soldi, me ne servono sempre troppi, manco facessi tutta sta vita mondana. Ho voglia di mare, ma l'estate st'anno ha proprio deciso di farsi desiderare.
Ok, finito lo sfogo, torno a tesizzare.


martedì 15 giugno 2010

Maxi MAXXI. Mai dire MAI.





Ok ideologicamente sto su un altro pianeta. Però a dispetto di quanto avessi mai potuto pensare, Zaha Hadid mi ha convinto. Almeno in questo progetto. E mi ha convinto tanto, cosa che non è stato in grado di fare Liebeskind, ad esempio, con lo Judisches Museum di Berlino. Il contrasto con l'ambiente circostante è ovviamente evidente, ma malgrado tutto ci sta bene, forse giusto per l'accortezza di non farlo affacciare direttamente sulla strada. Che ne dica Sgarbi, Roma manca di una serie di interventi moderni che la rendano competitiva almeno sul piano europeo. Credo fermamente nella nostra storia, e sono abbastanza convinta che buona parte delle architetture prodotte attualmente siano puramente autoreferenziale e, per dirla alla Greogotti, completamente soggette alla bigness come puro oggetto di marketing al servizio del grande dio economico (pensiamo a Dubai), ma saranno le scale tutte storte che esercitano sempre un notevole fascino su di me, ma il MAXXI ormai c'è e tanto vale goderselo. Certo però, annoverarla come una grande opera non me la sento: i prospetti mancano di qualsiasi linguaggio e, come tipico delle Archistar, non seguendo nessuna regola compositiva non sono in grado di suscitare nulla oltre allo stupore passeggero di chi lo vede la prima volta. Su questo do ragione agli storici: Michelangelo o Borromini sono belli sempre, anche se li hai visti centinaia di volte (sono nata e cresciuta a Roma e praticamente in centro, pensate quante volte ho visto la facciata di Sant'Agnese a Piazza Navona).
Sarà stata forse anche la fantastica mostra su Moretti ospitata all'interno a rendermelo ancora più bello. Cmq, ammetto ogni colpa, e vi dico che a me alla fin fine è piaciuto. Ma per favore non spargete troppo la voce in giro!

sabato 12 giugno 2010

WORKSHOP AK0 2010: 30.08/04.09.2010


Facciamoci un po' di pubblicità di tanto in tanto. D'altra parte io mi occupo pricipalmente di queste cose, quindi perché non postarle anche qui. Chiunque è interessato è invitato a partecipare!

venerdì 11 giugno 2010

And after all SHE has a BROTHER who BELIEVES in HOPE

Ancora faccio molta molta fatica ad accettare le "cose come sono".

Vivendo aspettando NOVEMBRE e mi SURAMERICA vorrei a volte solo sfogarmi come riuscivo a fare tempo fa. Molto tempo fa. Poi ho capito solo di essere come sono adesso. Bell'affare. Ma meglio di niente.

lunedì 7 giugno 2010

ARCHITETTO: dal greco ARCHE' particella prepositiva che serve a denotare "superiorità" e "preminenza", e TEKTON "artefice"

Mi occupo di architettura, e ogni tanto tocca pur parlarne.
Questa è la settimana della Festa dell'Architettura di Roma e mi sembra giusto aprire questo lunedì postando alcune riflessioni in merito.
Per puro caso questa mattina tramite Facebook, fantastico social network che a volte risulta essere molto utile, mi sono imbattuta in questa notizia del Corriere della Sera:


L'articolo di per sé non è molto interessante, ma sicuramente il libro di Gregotti qualcosa da dire ce l'ha, e a questo punto mi è pure venuta voglia di leggerlo, per quanto non sia una sua grande fan, ma ho speso 30 euro per un libro di Portoghesi, credo dunque che 10 euro per quest'altro possano essere sicuramente un buon investimento.

Veniamo al sodo. Già solo il fatto che sia stata organizzata una Festa dell'Architettura, che si svolgerà tra le grandi figate architettoniche romane: Audutorium (Renzo Piano), Maxxi (Zaha Hadid) e Macro (ZoneAttive+Ufficio Città Storica), fa capire quanto sia ormai EVENTO e SPETTACOLO. Il che non è neanche un male, ma va secondo me ridimensionato in un contesto più ampio.
Lo sanno tutti, io mi occupo principalmente di architettura in materiali naturali e di riciclo, recentemente definita (nel corso di un altro evento) come Architettura Frugale, quindi la maggiorparte di voi penserà che ho una posizione abbastanza estrema contro le nostre care Archistar. In realtà non è così.
Le forme più sono complesse più mi piacciono. Ho una passione per la geometria (come ambito matematico), e sono tanto nerd da incastrarmi notti intere su software in grado di generare superfici complesse o forme ricorsive. Figuriamoci quindi se non mi piace il Guggenheim di Bilbao o il BMW Welt di Monaco!!! Allo stesso tempo però trovo ad esempio che la Chiesa de Giubileo di Meier a Roma sia veramente imbarazzante.
Ciò che obietto tantissimo nell'architettura contemporanea, e quello che di solito nei miei progetti mi fa restare più attaccata ad una pulizia stile Mies Van der Rohe, è che non credo che l'architettura sia un mero gioco di forme. Esiste un contesto e esiste l'utente finale. Cosa che secondo me la maggiorparte degli architetti (e non mi riferisco solo ai grandi nomi, anzi), se ne è completamente dimenticata.
Il titolo di questo blog è il significato etimologico della parola architetto: l'ARCHITETTURA è ciò che l'architetto genera. E, almeno teoricamente, se ne assume le responsabilità. Ora aprite una qualsiasi rivista di architettura: la maggiorparte dei progetti che ci troverete sopra non saranno nient'altro che redendering superfighi di geometrie incontrollabili strutturalmente (a meno che non ci spendiate una fortuna, e parliamo di svariati milioni di euro) rese accattivanti da un fantastico lavoro in Photoshop. Alcuni progetti poi oltre ad essere assurdi mancano anche di cura nell'immagine. Uno scenario pietoso che durante gli ultimi anni di facoltà mi ha fatto riflettere molto sulla questione "voglio veramente fare l'architetto chiuso dentro uno studio a generare immagini di progetti fatiscenti?". Voi ci riderete sopra, ma per me è stato un vero tormento finché non ho conusciuto l'ambito di ricerca in cui adesso sto dentro fino al collo.
Nel dibattito Architettura contemporanea figa o non figa necessaria o pura follia secondo me il problema non sono le Archistar come Foster, Nouvel o Koolhas. Perché per un'opera importante dal carattere monumentale tipo il MAXXI ci sta pure che l'amministrazione spenda un'infinità di euro per pagare un'opera d'arte firmata Zaha Hadid. Il vero e enorme problema sono tutti quegli architetti che abbagliati dalle immensità di queste opere, non fanno che generare progetti di pura imitazione ma senza nessuna vera base argomentativa in grado di sostenerli (oltre al fatto che di loro comunque non starebbero in piedi perché non hanno idea neanche di come si attacca una trave ad un pilastro per una strutturina a telaio 5x5, figuriamoci se possono gestire un muro inclinato con una copertura a doppia curvatura). Da qui derivano tutti quei progetti imbarazzanti tipo la nuova sede del Ministero della Salute all'Eur. Anche qui, milioni di euro spesi per nulla. E chi ci rimette sono gli utenti, mica l'architetto che lo ha progettato. Per utenti non mi riferisco solo a quei poveracci che ci devono lavorare dentro, anche a tutti coloro che usufruiscono di quella parte della città. Perché è frustrante vivere in una città fuori scala fatta di luoghi che non sono in grado di relazionarsi con l'individuo, tanto meno con l'ambiente circostante. E non è colpa della natura, è colpa dell'architetto.
Ora, per non screditare del tutto la mia professione, l'architetto non è infallibile e assolutamente non è detto che un progetto che abbia in sé tutte le migliori intenzioni del mondo, possa fallire. Voglio dire, Le Corbousier si è salvato da una denuncia dei coniugi Savoie solo perché è scoppiata la seconda guerra mondiale. Quello che manca alle Archistar e ancora più ai loro miseri seguaci-imitatori è l'incapacità di capire che spazi belli per un architetto non è scontato che lo siano per chi poi ne usufruisce realmente. E quando lo capiscono, non se ne vogliono assumere la responsabilità.

Detto tutto questo, ho intenzione di andarmi a sentire comunque diverse lezioni e dibattiti organizzati per questo evento romano, nonché visitarmi il MAXXI (che ancora non ho visto) e andarmi a vedere diverse mostre. Chissà magari su qualcosa cambio idea. O forse qualche altra opinione si rafforzerà ancora di più. In ogni caso ci ho guadagnato.

Per chi fosse interessato:

Tre forme di architettura mancata, Einaudi, 2010

giovedì 3 giugno 2010

Me la canto e me la suono

Passo tutte le mie giornate a pensare che per ogni cosa che faccio posterei un intervento sul mio blog. Poi lo apro e in realtà gli argomenti sono talmente tanti e tanto differenti che alla fine mi passa la voglia e non scrivo più niente.
Lunatica come sempre finalmente anche per me un giorno festivo è stato REALMENTE festivo. Ne ho ovviamente approfittato per una birretta a Perugia ieri sera con bella chiacchierata-aggiornamento con il mio Roscio preferito e oggi un bel pranzo sul lago.
Salvo le mie inclinazioni nerd su cui poi posterò un bell'intervento a parte, non ho grandi novità, se non altro non da parlarne in questa sede.
Detto ciò, la mia testa continua andando avanti e indietro per vari pensieri che sono solo suoi e vorrebbe far diventare miei, ma io sono un osso duro e tenace, quindi per mia fortuna (o perché ormai sono veramente molto abile) riesco quasi sempre ad averla vinta. Quel quasi mi brucia un po', ma è la mia testa e ogni tanto devo cedere. Questione di affetto. Anche perché quando ci si mette si sfoga facendomi fare dei sogni capaci di lasciarmi in uno stato d'ansia per giorni interi. Eppoi alla mia testa le voglio un bene dell'anima, e non mi piace discuterci. In questi anni abbiamo fatto passi da gigante, e sono diventate rare le volte in cui mi tocca litigarci senza motivi evidenti, quindi so che possiamo migliorare ancora. Certo, ci vuole un po' di tempo, ma ce la faremo.
Oggi tra l'altro pare che anche con il Sonno sia tutto tranquillo, quindi, CARPE DIEM, e buonanotte.