martedì 21 agosto 2012

Lima - Maktoob

#Maktoob  "it is written/it was written", fate. "Everything happens for a reason"


È che a volte ti capitano cose talmente inaspettate. Come per esempio scoprire che tre anni fa si sono sbagliati a stampare la tua data di nascita sul tuo passaporto, e ti ritrovi improvvisamente più giovane di 5 anni. O ti capita di avere 16 anni, vivere a Roma, e come ogni domenica beccarti con il tuo migliore amico per andare a farti il classico giro a Porta Portese. Solo che in quella normalissima domenica in cui arrivi dovendo ancora smaltire la sbronza del sabato sera, il tuo migliore amico arriva con una ragazzina della tua età, che però non parla una parola di italiano e per qualche oscuro motivo della sua vita un paio di giorni prima è scappata da Marsiglia a Roma. Così, per cambiare aria. Una di quelle tipe che ti ricordi per tutta la vita, anche se l'hai vista solo quella volta, e considerando i 13 anni che sono passati, senza internet e senza cellulari, in pratica i contatti si sono persi così come si sono stabiliti: dal nulla nel nulla. E come te la dimentichi, con il suo microfono al collo, la fascia e le treccine, che trova un cane e se lo tiene e se lo porta da Roma a Marsiglia, e lo chiama come il tuo migliore amico per ringraziarlo dell'ospitalità e dell'amicizia, nata dal nulla, dimostratale pur non conoscendola affatto. L'energia emanata da questo tipo di persone è di quelle che una volta che le incontri, te le ricordi per tutta la vita. Nel corso di questi anni non so neanche quante volte ci siamo rifermati a parlare di lei, di quella giornata, da Porta Portese a Piazza di Spagna, con il cucciolo Orso che chissà se è ancora vivo. Chissà che fine ha fatto. Era proprio cazzuta, quella ragazza. Ce lo saremo chiesti e detti non so neanche quante volte. E quante volte abbiamo detto come sarebbe stato figo andarsene a Marsiglia e vedere se fossimo riusciti a rivederla in qualche modo. E gli anni passano e a poco a poco il ricordo si sfoca e ripensare a quell'episodio si perde nell'oblìo, perché nel frattempo la vita passa e ti pone davanti a mille ostacoli e mille problemi e si cresce e si cambia. Ci si sposa, ci si laurea, si cambia paese e stile di vita, si conoscono mille persone e le varie esperienze ti formano fino ad arrivare al te stesso attuale. I rapporti si rallentano, ognuno con la sua strada da seguire, cercando disperatamente quella serenità da sempre anelata, ognuno con le sue soddisfazioni e le sue battaglie personali, le delusioni e le sue realizzazioni. Nel costante passare del tempo si perdono le domeniche a Porta Portese, e senza neanche rendercene conto, quella tradizione costante, quella nostra realtà naturale in cui vedersi e fare quel giro era qualcosa che sembrava irrinunciabile, qualcosa che non sarebbe mai finito, sparisce nei meandri della memoria, per diventare una di quelle storie appartenenti a quei racconti che cominciano tutti con "ti ricordi quando....". 
Passano gli anni e passano le cose. Però la vita ha le sue regole e segue il suo gioco senza mai lasciar trapelare quale sarà la sua prossima mossa. Così, 13 anni dopo, ti ritrovi a Lima, utilizzando internet per matenere i contatti nel resto del mondo, e il tuo amico, il tuo fratello di tutta l'adolescenza, quella figura che in quegli anni di confusione, di risate e di dolori ti ha accompagnato, per risollevarti ogni volta che cadevi e per ridere con te in ogni momento di felicità, questa persona ti scrive e ti manda un video dicendoti appunto "Ti ricordi di Keny? Bè, penso di averla ritrovata". Scopri dunque, grazie a Facebook, che quella ragazza con cui ti sei incrociata per pura casualità degli eventi adesso è una rapper tra l'altro anche mediamente famosa, almeno nella scena - la stessa scena da cui per svariate ragioni ti eri allontanata nel corso del tempo. Non è finita. Vai cerchi e ascolti la sua musica. Scopri così che quella strana affinità che si sentiva 13 anni prima è rimasta e te la trasmette tutta con la sua musica, con i suoi testi, con i suoi movimenti nei video che circolano nel web. Chissà se lei si ricorda ancora di noi come noi ci ricordiamo di lei.
E pensare che chi ci  avrà visto all'epoca, avrà pensato che eravamo solo dei ragazzini perduti figli di una gioventù bruciata membri di una nuova generazione senza speranza.

venerdì 17 agosto 2012

Lima - VegRadicalChic



Le mie mattine cominciano tutte allo stesso modo: la sveglia che suona più o meno presto, la caffettiera elettrica sostituta di Ambrogio che con il suo beep mi avvisa che il mio caffè è pronto, l'aroma che si diffonde nella stanza, io che apro gli occhi e automaticamente accendo il mio dolcissimo notebook sempre ben posizionato accanto al mio letto. Verso il caffè mentre aspetto che Windwos carichi e apro il browser già pronto sulle solite pagine da revisare con priorita: Gmail, Facebook, Twitter. Ieri era una giornata particolare, dovevo andare per l'ennesima volta all'Ufficio Immigarzione. Ho vinto io, e mi piacerebbe dedicare questo post alla mia gioia, ma ieri mattina nella revisione di Fb, mi sono imbattuta in una post condiviso dai carissimi di Veganriot,e questo post mi ha veramente fatto girare i coglioni.
La Pornostar di turno che si definisce vegan che fa la pinup per lo spot pubblicitario di quest'altri fricchettoni modaioli di Vegan Ok.
E perchè mi fa incazzare direte voi. Se è pur vero che bisogna diffondere informazione e creare coscienza, e io ci credo fermamente, e se è altrettanto vero e doveroso che per farlo non necessariamente bisogna mostrare solo le terrificanti immagini di animali sottoposti a vivisezione o riunchiusi nei mattatoi, neanche bisogna però fare l'errore contrario di ridicolizzare questa scelta scadendo in basso come la pubblicità commerciale a cui siamo sottoposti ogni singolo istante della nostra vita.
E mi incazzo sì, perché anche se molti pensano che io lo faccia per ragioni più o meno modaiole, io ci credo sul serio nella scelta che ho fatto. Quindi, ritrovarmi con Vegan Ok che mi riduce nella sua propaganda la scelta vegan a un semplice status symbol travisandone il significato reale che una scelta come questa comporta, mi fa incazzare molto. Vuol dire in pratica dargli ragione a tutte quelle persone che in questa scelta vedono solo un altro borghesotto scoglionato di sinistra che per darsi un tono e mantenersi sulle filosofie sociali decide di fare la scelta alternativa di non mangiare derivati animali. Perché, sai, lui ha una sensibilità particolare verso gli animali e inoltre le multinazionali sono il male del mondo e quindi bisogna lottare dal basso. Poi va in vacanza a Tokyo e si mangia il suo sushi di balena pensando a quanto fa schifo questo sistema economico.
Sul sito di Vegan Ok, alla pagina delle FAQ:

"la scelta Vegan presuppone scelte e modi di vivere che vanno decisamente aldilà del semplice acquisto di un prodotto certificato. Preferiamo definire delle linee guida semplici e comprensibili a tutti, che aiutino il consumatore a scegliere prodotti privi di parti animali. Inoltre non esiste una definizione univoca di cosa è o non è Vegan e diverse associazioni in diverse parti del mondo adottano criteri non necessariamente uguali tra loro."

E no cari miei, cosa è o non è vegan è chiaro e definito, siete voi che non volete prendervi responsabilità più di tanto. Il concetto di "vegan" è stato stabilito nel momento stesso in cui è stato coniato il termine, ed esclude il consumo in qualsiasi forma di derivati e parti e lavorazioni animali.
In tutto questo, vi vendete l'immagine di una pornostar perché come sempre il sesso e la figa richiamano attenzione, diffondendo un making of in cui appare la parola "straight edge", privandola del suo significato originale e inserendola in un contesto totalmente inappropriato, vista tra l'altro la concezione "straight" sul sesso. Io non sono straight e molte cose loro neanche le approvo, ma se si offendono e ve pijano a calci avrebbero tutta la mia comprensione e tutto il mio appoggio.
Essere vegan è una scelta di uno stile di vita che non riguarda solo il cibo, ma anche tutta una serie di atteggiamenti nei confronti di una società incoerente e ipocrita, dalla quale non si sfugge e con cui (putroppo) ancora bisogna scendere a compromessi. Tutti gli animali, tanto quelli da pelliccia quanto quelli da mangiare e così come quelli all'interno dei laboratori meritano il nostro rispetto e supporto. Gli sforzi per portare avanti questa scelta all'interno di un sistema che va completamente in senso opposto non sono pochi.
Quindi mi sembra giusto chiamiamo la pornostar con le unghie ricostruite testate sui conigli e i gatti a farmi da sponsor, perché a quel punto non chiedono pure a quell'altra di Vogue Italia di scriverci un bell'articolo in cui ci parla della sua scelta veg pubblicandolo accanto alla pubblicità della borsa di pelle di coccodrillo di Cavalli.
Grazie per aver ridicolizzato in 30 secondi tutti i valori su cui ho incentrato la mia vita.