giovedì 25 ottobre 2012

Lima - J'me casse

Domani parto per Chiclayo e con un viaggio al Nord si chiude un capitolo limeño. L'Universo, il mio migliore e peggiore amico, a quanto pare ha scelto di farmi chiudere questa terza tappa limeña con la cosa che a quanto pare amo fare di più al mondo: viaggiare. È fin troppo tempo che sto nella stessa città e non ne posso veramente più. L'abbiamo capito tutti, e sicuramente voi prima di me, che io sono proprio un'anima errante, e non essermi mossa dalla stessa città, anche se dall'altra parte del mondo, per tutti questi mesi è un livello di vita tanto sedentaria che invece di tranquillizzarmi mi fa uscire fuori di testa.
Un weekend fuori e tornare affrontando il primo grande evidente cambiamento degli equilibri limeñi: il mio coinquilino cambia casa. Ora, direte voi, sticazzi, ma per me non è proprio così ovvio. Io qui ci sono arrivata da sola e lui era stato il mio primo coinquilino nel 2009, quando mi avevano offerto una stanza nella casa che tutti ricordiamo LA CASA LOCA. Loca perché là dentro ci vivevamo in 6 persone e una più fuori di testa dell'altra, e nella nostra follia eravamo un gruppo affiatatissimo, sono stati la mia famiglia qui, le persone su cui contavo, e con le quali ho vissuto un breve ma decisamente intenso periodo, e questi 6 matti hanno apportato un contributo notevole nel mio innamoramento per la capitale peruviana. La cosa più allucinante è stato quando poi nel 2011, ormai tutti dispersi per il mondo, il mio carissimo amico spagnolo è tornato da queste parti: e la risposta alla sua domanda quando ci separammo fu "Sí, hemos vuelto a perdernos en una combi". E non poteva essere più puntuale nel suo arrivo, perché questa volta ero io a ricambiare il favore e a offrirgli una stanza nel mio appartamento. 2012, anno di cambiamenti un po' per tutti (l'anno del Drago, mannaggia ai Cinesi), arrivato Novembre, dopo un anno esatto di convivenza lui è il primo a lasciare l'ovile. Non totalmente, resta sempre a Lima, però per me è come perdere il primo punto fisso. Potevo passare giorni senza vederlo (gli orari non sempre coincidevano), però per me è stato come un fratello e anche se non lo incontravo sapevo che lui stava lì, nella stanza accanto. L'ho sentito (e lui mi avrà sentito) rientrare agli orari più improbabili, insieme ci siamo sostenuti a vicenda in questa follia pura di attraversare un oceano e la foresta amazzonica per venire a tentare la vita sulle coste del Pacifico. Con il suo trasloco, si chiude e comincia una nuova fase. Obiettivo di Novembre: cercare un nuovo appartamento. Si fa, così è la vita e non vi preoccupate non mi sto né tagliando le vene né strappando i capelli. Ma per la prima volta, starò qui, e starò veramente sola, questi tipi di cambiamenti in realtà mi destabilizzano molto più di quanto possa dare a vedere. Sarà per farmi affrontare tutto con un po' più di tranquillità, che l'Universo l'ha fatto coincidere con il mio viaggio nelle rilassate terre del Nord. Alors, j'me casse, solo per alcuni giorni, a ricaricare le batterie e a svolgere il lavoro che mi piace di più: si parte con un workshop tutto nuovo, nato da una collaborazione italo-francese tutta peruviana. Aggiornamenti a venire.

venerdì 12 ottobre 2012

Lima - Eccola...

....La domanda del cazzo. "Ma alla fine tutto questo vale la pena?"

Se continuo diventerei alquanto scurrile.
Buonanotte.

martedì 9 ottobre 2012

Lima - Sogni d'attese inutili

Ero finalmente a Roma. I mobili erano disposti esattamente come una volta, e i miei gatti erano lì, pronti a farmi tante fusa per essere di nuovo con loro. Il cane a sua volta, a farmi tutte le feste per la mia presenza. Parlando con mia madre e dicendole che sarei rimasta in quella casa aspettando che tornasse dal mercato, mia madre mi guardò strana, come se volesse dirmi qualcosa, come se mi fossi persa qualcosa d'importante.  L'ho accompagnata fino alla macchina e le ho detto che sarei andata a piedi, perché sarebbe stato più facile incontrarla. Mia madre mi disse di accompagnarla solo alla stazione del treno, e mi guardò di nuovo, con quello stesso sguardo triste. "Sei sicura?" "Sì, certo" "Tieniti tu la macchina, così dopo puoi tornare tranquillamente a casa" "Ok, grazie". Guidando fino a casa sua non capivo cos'era che non andava. Me ne andai in camera da letto e mi sdraiai. Chiudendo gli occhi improvvisamente mi ricordai. Avrei potuto aspettare in eterno, perché non lei non era andata al mercato. È morta nove anni fa.