giovedì 28 febbraio 2013

Lima - Illuminati

In questo clima elettorale italiano, credo di aver ricevuto ormai insulti di ogni genere. Che poi in realtà, anche se provenienti da persone diverse, si riassumono tutti in un unico atteggiamento: tutti mi hanno risposto dicendomi qualcosa del tipo "ti volevo aprire gli occhi", "guarda i fatti e non le chiacchiere", "cercavo solo di spiegarti qualcosa che tu riesci a capire".
Perché questo lo considero un insulto? Perché questo atteggiamento da "portatori di verità assolute" è un insulto alla mia intelligenza, soprattutto per le seguenti ragioni:

1. Voi non siete me: non potete sapere cosa vedo o non vedo o quale sia il mio grado di informazione, a meno che non facciate domande dirette (come per esempio: "Hai letto il programma del partito?")

2. Se avete fatto una domanda diretta io RISPONDO ALLA DOMANDA, normalmente in modo chiaro e semplice. Il fatto che poi continui ad avere certi dubbi, non significa direttamente che abbia mentito e non è una ragione sufficiente per ignorare la mia risposta. (es. "Sì, l'ho letto. Ma non mi sembra un programma", da lì una serie di "se tu avessi visto, letto ecc.". In pratica non posso averlo letto e avere dei dubbi. La verità rivelata è lì, ed io povera stolta ho bisogno di qualcuno che m'illumini [d'immenso])

3. Se faccio delle domande per chiarire i miei dubbi, pretendo una risposta alle mie domande, non racconti di qualcos'altro (seppur lodevole). Voglio la stessa risposta chiara e semplice e lapalissiana come quelle che vi do io e voi continuamente ignorate.

Per concludere, fatela finita di fare i finti "anti-sistema" con me. Sono la prima a credere che il mondo in cui viviamo sia molto da rivedere. Mentre nel mio paese si decide se votare uno stronzo che va a puttane (rigorosamente minorenni), un altro che fa del WiFi libero il primo problema da risolvere e un'altro trio di candidati assolutamente inutili, il tutto perché è sceso un potere d'acquisto per cui avere il mutuo, il televisore al plasma a rate, il SUV, la macchina per il figlio appena 18enne, il motorino per quell'altro e mantenere la casa in montagna e al mare tutto insieme è diventato un problema, non pagare le tasse e averci la sanità pubblica, l'istruzione pubblica, le strade, i mezzi la pensione e il reddito per i disoccupati ma nessuna coscienza civile è diventato una pretesa e non un valore da conservare e rispettare,  qui nel Terzo Mondo la maggior parte della popolazione vive con 1-2 dollari al giorno e buona parte si è vista devastare il proprio habitat per permettere a meno di 1/3 del mondo di fare la vita che fa.

Personalmente credo ci voglia un cambio radicale, ma non si può aspettare che questo avvenga come per magia da un politico. Il cambio che ci vuole è prima di tutto un percorso interiore di ognuno di noi volto a capire quali effettivamente sono le nostre vere necessità. La politica è lo specchio della società che rappresenta. 

NON VOTERÒ MAI e MAI SOSTERRÒ qualcuno che non sia COSTRUTTIVO. Non sono per la DISTRUZIONE di tutto, sono per il CAMBIAMENTO.

Ma purtroppo non la posso vedere, la realtà.

venerdì 22 febbraio 2013

Lima - E l'Italia?


Non poteva mancare un post su queste dannate elezioni. O sarebbe meglio definirle la manifestazione acuta di una società fortemente malata. La mia. Pensare che per la prima volta dopo anni di NON VOTO cosciente e intenzionale, mi sono presa la briga di perdere una mattina in ambasciata per sapere che fine avessero fatto le MIE schede elettorali, perché questa volta toccava per forza prendere una posizione. E una seria. Perché vedere che il gioco si fa tra due buffoni spettacolari che non hanno nemmeno un briciolo di dignità umana da rendere omaggio a quella tradizione teatrale letteraria radicata nella nostra cultura, ormai persa nell'oblio di pochi esseri minimamente pensanti, mi fa rabbrividire. Correre dietro a un VAFFANCULO non è diverso che correre dietro a DUE TETTE dondolanti in televisione. Sono entrambi vuoti e privi di futuro. Quel futuro che ormai nessuno vede più e che per convenienza NESSUNO cerca più. Perché se veramente si volesse un cambiamento forte e significativo, allora l'esame di coscienza andrebbe fatto nel più profondo di ognuno di noi. Eh sì perché si fa presto a dire "Ci hanno preso in giro", "Tutti a casa" o "Vaffanculo" o "Bunga Bunga". Si fa presto ha incolpare la politica di tutti i mali del mondo. Peccato solo che le forme di organizzazione sociale le fanno gli individui che fanno parte (o si riconoscono come parte) di una stessa comunità. Questo sistema "democratico", o il "regime" o il "dio denaro", lo abbiamo creato noi, nel corso dei secoli, e riflette il nostro modo di abitare un pianeta, al quale, se improvvisamente ci estinguessimo, non gliene importerebbe neanche granché (anzi, probabilmente Gaia, nella sua magnifica e incredibile capacità di autoregolarsi ai cambiamenti e di rigenerare il proprio equilibrio, ne sarebbe anche contenta). Come dei bambini viziati che non vogliono assumersi responsabilità, continuiamo a sognare sempre un individuo che se l'assuma per noi, perché a conti fatti, per ritrovare questo futuro che tanto ci manca, dovremmo rivedere tutti il nostro stile di vita. La società che abbiamo creato, come molte altre in passato, non ha funzionato. Sarebbe ora di crescere e capire che forse, nel nostro essere umani, continuiamo a seguire uno spettro che noi stessi abbiamo creato, e che osanniamo e veneriamo per paura che lui stesso ci possa fare del male. Siamo una società malata psicologicamente tanto debole e dissociata da non rendersi conto che l'unica paura che non riusciamo ad affrontare, in realtà, proviene solo dalle nostre menti inferme. E così non siamo più in grado di distinguere che  è veramente assurdo stare a piangere perché non riusciamo ad ottenere un lavoro alienante da impiegatuccio privo di ogni capacità decisionale concreta e a cui hanno completamente estirpato quel lato creativo tipico degli esseri viventi che popolano questo pianeta. Stiamo lì in lacrime davanti ad uno show senza fine in cui si alternano personalità vuote, a cui noi, tanto vuoti ormai come loro, preferiamo affidarci semplicemente per non assumerci la responsabilità individuale di rivedere il nostro stile di vita e chissà prendere delle decisioni per cambiarlo. E siccome queste decisioni possono avere sia dei riscontri positivi che negativi, allora è meglio continuare ad andare avanti in un sistema che fa acqua da tutte le parti, perché così potremo sempre dire che l'idraulico che abbiamo chiamato a risolverci il problema era un povero incapace. Preferiamo ancora la faccia finta di Berlusconi, perché si sapeva che lui è un inetto e si può dare la colpa a lui e ai suoi elettori del tumore che continua a crescere nella nostra società. Preferiamo il Vaffanculo di Grillo, perché così ci si può giustificare dicendo che per lo meno lui "Diceva qualcosa". Che poi quel che diceva non avesse nessun significato, poco importa. E gli altri, direte voi. Bè, io vivo a Lima e degli altri non arriva nessuna notizia (a parte dei piccoli spot sull'IMU e la stretta amicizia tra Monti e la Merkel). E voi direte, in gran coro: e se non sai niente degli altri allora non puoi parlare. E invece è proprio questo NIENTE, quello che mi preoccupa di più. Perché questo vuoto su tutti gli altri segnala quanto alla fine il mio paese sia in mano solo alle personalità mediatiche, e quanto gli strumenti di comunicazione siano un'arma che la gente comune non è in grado minimamente di usare con una coscienza critica. Questo NIENTE vuol dire molto. Vuol dire manipolare la mia capacità di discernere riducendo la mia possibilità di scelta critica a due personalità totalitarie più vuote del mio frigorifero (non sono mai stata una gran mangiatrice, per mia fortuna). Da una parte, un vecchio represso sessualmente cui il suo essere talmente NULLA lo deve riempire facendosi fare pompini da minorenni pagate con un contratto da velina, dall'altro un comico mediocre cui spettacoli erano di talmente bassa qualità che qualsiasi regista minimamente serio nel suo lavoro non avrebbe mai scritturato, un pessimo attore che per vincere il suo senso di NULLITÀ (ma guarda un po' quanto si somigliano) ha racimolato masse intere di persone mettendo quattro parolacce in fila e neanche ben articolate tra di loro. Ridurre la mia capacità elettiva a due individui di tale mediocrità è un insulto alla mia intelligenza, e non dovrei essere l'unica a sentirmi così: provateci, è gratis e forse vi può tirare fuori dal baratro in cui vi sentite ma che continuate a scavare cercando un'uscita che invece trovereste spostando gli occhi verso l'altro. Si chiama PENSARE. 

PS. Alla fine non ho potuto votare, a quanto pare ancora non hanno aggiornato le liste elettorali, quindi la mia mattinata in ambasciata si è conclusa con una enorme rassegnazione. D'altra parte , l'Universo mi conosce troppo bene, e al mio cedere sul voto, ci ha messo una mano lui per aiutare la mia coerenza. Grazie mille, alMioDestino.