venerdì 24 maggio 2013

Lima - Resume

Ho comprato un tavolino per la laptop.
Era da quando sono arrivata nel 2010 che dovevo comprare un fottuto tavolino. Poi, per una cosa o per un'altra, non lo compravo mai.
Così. alla fine l'ho comprato. Chissà faccia mai girare la ruota del destino in un altro senso, visto che quello attuale mi sta lasciando con i nervi a pezzi.
Riassumendo. Mi hanno cacciato dall'ultimo appartamento in una settimana, con la motivazione di cui al post precedente. Adesso vivo temporalmente da un'amica che meno male è apparsa dal nulla offrendomi una stanza, ma che cmq dovrò lasciare entro qualche mese. Ho dovuto comprare un letto. Ho dovuto ingoiare tutto il mio orgoglio e chiamare mia madre per chiederle soldi, beccandomi un cazziatone sulla mia scelta idiota di venire a vivere fino qui, e di essermi ostinata a restare malgrado tutti i problemi. La cosa peggiore è che sono così stanca che non ho più neanche argomenti per controbattere. Vado a ritirare e le linee tra i bancomat da qui all'Italia hanno dei problemi. Paradossalmente, ho un ex che è stata la persona che più mi è stata vicina, e io non so neanche come dirgli grazie. Ho una gatta di nome Caffè che mi sveglia tutte le mattine dandomi tanti baci sulle guance e augurandomi la buonanotte allo stesso modo. Ho un bel fiore amazzonico all'angolo della stanza che ogni mattina si apre e che non mi stanco mai di osservare.
E ho un tavolino. Dopo 2 anni. Adesso che ho deciso di andarmene da qui.

lunedì 6 maggio 2013

Lima -"I tuoi soldi non mi servono più e averti intorno mi da noia"

Ovvero, come il fotografo Federico Tovoli mi ha cacciato di casa in 9 giorni.
Ho deciso di pubblicare la sua mail di ieri perché seriamente, se per qualunque ragione ve lo dovreste incontrare, statene alla larga, perché è una persona egoista e opportunista, senza nessun rispetto per la vita altrui.

Lima non me la fatta per niente facile in questi anni, però se c'era una cosa di cui ero contenta era la gente che avevo intorno, perché in tanta sfiga le persone con cui ho condiviso questo tempo peruviano si sono sempre dimostrate delle persone fantastiche. Purtroppo però alla stronzaggine umana non c'è mai fine e la botta grande mi è arrivata dal mio coinquilino, che, prima mi ha venduto l'idea di dividere l'appartamento, poi è diventato che dovevo vivere nella mia stanza 3x3 metri (ossia stronza vivi nei tuoi 9 metri quadri e non mi rompere i coglioni) e adesso, sapendo che io non guadagno molto e dopo avermi mollato una gatta che lui ha raccolto per strada, mi arriva ieri dicendomi "Tra noi è finita, vattene tu con la gatta".
La mia reazione in quel momento a parte un serio fanculo e un l'uscire di corsa dalle miei 9 metri quadri prima di impazzire. Poi torno a casa e trovo questa mail. A voi la lettura.
Ah, per inciso, no, non ci stavo insieme, e personalmente, con dei vecchi che sembrano più vecchi di mio padre non ci penso minimamente a stare.




Allora

A me sentir piangere una donna dispiace sempre molto, probabilmente non so riuscito a spiegarmi ammodo e te hai reagito troppo male.
Evitiamo di entrare il più possibile in considerazioni personali e limitaimoci ai fatti.
Per favore leggi anche l'allegato che scrissi dopo la prima discussione per il tavolino, così forse riesci a  capire la mia complicata personalità.

  1. Il condividere l'affitto principalmente l'ho fatto per ammortizzare le spese, poi è anche stato simpatico ma alle lunghe mi ha stancato, fatalità in questi ultimi mesi il mio volume d'affari è cresciuto abbastanza e diciamo che ce la posso fare anche da solo. Nota che in tutto questo non sto dicendo niente di personale nei tuoi confronti, solo una situazione mia.

  1. Sono in una fase della vita dove sto bene solo, mi spiego meglio nell'allegato per cui  sorvolo, per cui già da tempo avevo deciso di non ricercare un'altra persona al tuo lasciar l'appartamento e penso al massimo in agosto di guardarmi intorno per cercare qualcosa che mi costi uguale a quel che spendo o quasi senza aver bisogno dell'aiuto finanziario di nessuno. Cioè, è finita prima del previsto, vista sotto quest'aspetto.

  1. Se c'è una cosa che non mi posso permettere è di lavorare in tensione, specialmente  per  cause interpersonali, sto cercando ti tener insieme un castello di carte complicato, ho il problema che mi stanco troppo e che non riesco a riposare adeguatamente, ho il problema che vorrei un break di 10 giorni ma gli impegni non me lo permettono e un po' mi deprimo per questo; cioè è già complicato quel che mi frulla per la testa che non ho spazio per altro, figuriamoci beccarsi una parte di mattinata perché nel sonno ho sbagliato a spegnere il monitor della tele oppure perché ho dato troppe crocchettine alla gatta, il tutto condito dal ricatto morale dei soldi esattamente come mi faceva mamma da ragazzino. Figurati ad alimentarla , pensavo di far cosa gradita, visto che la poverella miagolava forte....Quando riempivo la ciotola di Marta, la gatta di Irene, non ho mai avuto nessuna osservazione. In definitiva non posso avere pensieri per la testa che non siano quelli che già ho.

  1. Gatti ed affetti. Umanamente non avrei potuto lasciare quella bestiola per strada ma da subito ti ho detto che non mi sarei preso la responsabilità di un animale, mi è  sembrato giusto dividersi le spese di inizio ma per il resto niente di niente.  Piacciono anche  a me i gatti, come leggerai nell'allegato scritto in tempi non sospetti, fosse stato un cane non l'averi portato, ma riesco a non affezionarmi, anzi mi fa paura affezionarmi (non solo ai gatti) per cui preferisco starne lontano, quando comincerà la vecchiaia vera si vedrà. Tu invece ti ci sei coinvolta e , questa non l'avevo presa, l'altra sera hai cercato di  farmi capire che volevi un contributo o qualcosa di simile. Beh, non era nei miei piani e col "non mi prendo la responsabilità" che ti dissi all'inizio era sottinteso. In più non hai mai provato a  chiamare la gente di Miraflores che comunque fa volontariato al parco, anzi, hai sorvolato dicendo che non si sa in che mani va, che si traumatizza o cose simili. Insomma, non lo volevi fare e oggi nella sfuriata  hai ammesso che ti ci sei affezionata e che te la vuoi tenere. Stamani mi hai anche rimbrottato dicendomi "sta con noi", tempo fa mi hai chiesto anche se potevi farti una libreria in sala, il fatto di tenere un animale l'hai deciso te e punto.

Ora, secondo me la miglior cosa è separarci, se si vive in due è giusto che ci si dicano le cose ma io non voglio sentirmi dire più nulla, non voglio rivivere situazioni che somigliano la coppia o la vita coi genitori, non voglio musi lunghi che mi creano sensi di colpa o restrizioni di spazi comuni legittimissime;  ho il mio bel mezzo secolo credo di averne diritto. Il resto è nelle righe più sopra. 
L'alternativa sarebbe non dirmi niente di niente, come ho fatto tante volte io, ma non credo l'accetteresti e poi per cosa se magari in due mesi trovo un miniappartamento alla stessa cifra che spendo adesso e qui lascio? Mi sarebbe piaciuto finisse in altro modo perché sei una persona positiva però l'hai presa male, troppo male e quando la prendete male iniziate con gli insulti, film già visto e che non ho più voglia di vedere. Fino al 13 mattina te hai pagato, quindi hai tutto il diritto di stare, mancano nove giorni, secondo me una sistemazione la trovi.
Ciao

Qui l'allegato di cui parla:

Scrivo a caldo, sono abituato così, è il vecchio callo dello scrittore e bene o male serve per
non scordar le cose.
Allora, se fosse stato un fulmine a ciel sereno sarei arrivato più velocemente alla
seguente conclusione: da tutto il tuo ragionamento hai bisogno di più spazio di una
semplice cameretta. Lo capisco in pieno. Il problema è che stiamo dividendo degli spazi,
relativamente piccoli nei quali mettiamo le nostre abitudini.
Allora, secondo me la soluzione si trova se entrambi non pensiamo di avere il mondo
che gira intorno a noi, da parte mia posso certamente venirti incontro nei casi di carico
di lavoro urgenti ed eccessivi ma devo saperlo per tempo, bastan due ore prima, basta
mezz'ora prima. Quel che non posso fare è sacrificarmi degli spazi fisiologici per me
abbastanza importanti.
Vamos a ver, non è detto che io mi debba pappare tutti i giorni i soliti spaghetti, la solita
insalata e la solita mela, il ceviche è buono e uscire fa anche bene per distrarsi un'attimo
invece di ricorrere al NatGeo, ma mi da estremamente noia buttar via del cibo sano,
perché c'è troppa gente a questo mondo che quel cibo non ce l'ha (questa è una scelta
politica uguale alla tua di non toccar nessun cibo di origine animale), per cui se hai
bisogno del tavolino all'ora di pranzo. no problem, ma non posso saperlo all'improvviso,
con gli spaghetti fumanti...mi dirai te che comunque t'eri spostata, vero ma.....quest'anno
e mezzo lontano da tutta la sovrastruttura che mi ha circondato per decenni mi ha fatto
tornare a galla tante cose e dovermi ritrovare a mangiare in assoluto silenzio davanti ad
un televisore spento mi ricorda tempi brutti e bui dell mia adolescenza. Per cui insomma la
conseguenza e che lo spazio che mi prendo nel mezzo alle cose a cui devo star dietro, il
momento che evado non c'è e mi inquieta perché rischia di compromettermi il resto della
giornata lavorativa. Non hai idea degli equilibrismi che faccio con me stesso e con gli altri.
Idem di sera, se non esco non è detto che sia obbligatorio addormentarsi sul sofa, mi
metto un DVD, ce ne ho assai, preferisco non vederli perché dopo una giornata che sto
davanti al laptop per lavoro preferisco non starci anche per diletto.....forse forse un piedino
fuori della tecnodipendenza ce l'ho ancora, ma uno strappo alla regola si può fare.
Il tuo venirmi incontro dev'esser semplicemente pensare di avvisarmi con un po' di tempo.
Il tuo venirmi incontro però dev'essere ricavarti uno spazio di lavoro quotidiano lontano
dallo spazio comune, o meglio farti uno spazio tuo come io me ne sono fatto uno mio e
per questo non ho mai diviso l'affitto fifty-fifty. Vero, la camera è piccola, ma te architetto
potresti provare a pensare alla mia, col letto appoggiato ad una parete e il tavolo su
un'altra potresti avere un tuo luogo dove nessuno ti rompe i coglioni, dove quel che lasci in
giro è solo tuo, se hai notato io lascio il tavolo di sala sempre il più in ordine possibile, t'ho
tolto le scatoline che mi facevan compagnia, ma il loro posto è stato preso da mouse ed
altre cose tue di lavoro.
Ma la discussione di stasera non è stata un fulmine a ciel sereno, guarda solo que che
scrivevo il 21 di dicembre :

Federico Tovoli
21 de diciembre de 2012

vorrei una casa in un bosco fatta di legna e pietra, vorrei l'orto ed il pollaio, un gatto
ed una birra e sedermi sul pergolato a veder lo scorrere del tempo, vorrei il bosco
come universo......chiedo troppo per la vecchiaia?

Forse si capisce che non voglio nessuno intorno a me, è già un anno, dopo un
tentativo di invasione di campo di una ex di passaggio da queste parti,
che penso che non voglio più nessuno nella mia vita, come in realtà non ho mai
voluto ma la carne è debole...adesso son qui che penso che ho bisogno di uno
spazio mio e basta, i dodici anni di "casa da solo" (1999-2011) son più vicini dei
sei anni e mezzo di convivenza (1991-1997), questo anno di room-mate è stato
carino anche se con alti e bassi, ma mi sto rendendo sempre più conto che è una
condizione transitoria. Lo dicevo l'altra domenica a Sara : in quella casa ci compio
due anni di permanenza e comincio a smobilitare. Poi anche domenica scorsa,
quando son rientrato con l'idea di stravaccarmi e sonnecchiare davanti alla tele
c'eravate te e Michael tranquilli e beati ho pensato che tutto questo è normale e
che sono io che devo sloggiare.
Tutto il problema sono i soldi, a me per adesso 500 dollari per un depa tutto solo
non mi ci incastrano, non voglio allontanarmi da Barranco e quindi dovrò dedicarmi
del tempo a vedere cosa c'è a disposizione in posti dove danno le stanze in affitto
a x con spese incluse con uso cucina, magari mi costa anche di meno di quanto
spendo in tutto adesso.
L'idea alla fine è "veniamoci incontro, famose a capimose" con però ben chiaro il
concetto che tutto questo non durerà.

Tra l'altro, scrittore una ceppa, scrive di merda.